Produrre contenuti con l’ai mette in pericolo l’ambiente. Ti svelo quanta acqua consuma ChatGpt.

L’intelligenza ci semplifica la vita lavorativa di copywriter, video editor, foto editor. Un vantaggio lavorativo ma potrebbe essere dannoso per l’ambiente. Per questo oggi ti faccio una domanda: quanta acqua consuma ChatGpt? Lo so, non ci avevi mai pensato. Forse ti stai ponendo una seconda domanda: davvero l’intelligenza artificiale si alimenta con l’acqua? Te ne parlo meglio nell’articolo.
Perché ChatGpt consuma acqua
Prima di capire quanta acqua consuma ChatGpt chiariamo che ogni forma di intelligenza artificiale consuma acqua. A parlarne è il magazine di Materia Rinnovabile che all’interno di un articolo ha dichiarato:
Un dato da non trascurare è che i data center consumano più acqua indirettamente per produrre l’energia che usano che per il raffreddamento.
Nel 2022 la società di rating Sustainalytics pubblicava una ricerca sulla gestione dell’acqua da parte delle grandi aziende informatiche nel mondo. Soltanto il il 16% delle aziende ha fornito ai ricercatori informazioni sufficienti a calcolare il consumo effettivo su tutta la filiera. Gli analisti hanno comunicato un dato sconfortante: solo il 5% degli intervistati ha avuto una valutazione pienamente positiva.
D’altro canto, le aziende più grandi come Microsoft – ha ottenuto la valutazione migliore nella relazione di Sustainalytics – e Google hanno preso l’impegno di diventare “water positive” entro il 2030.
Altri oggetti quotidiani che consumano acqua
Ci stupisce tanto l’idea che ChatGpt consuma acqua, ma quello che sto per rivelarti ti sconvolgerà. Sapevi che le scarpe e la maglia che stai indossando lasciano un’impronta ambientale non indifferente? Ad esempio, un paio di stivali richiede oltre 14 tonnellate d’acqua per essere prodotto. Praticamente 1 tonnellata in più rispetto alla produzione di uno smartphone di ultima generazione. Questo è quanto emerso dallo studio di Friends of the Earth (rete di organizzazioni ambientali di 74 Paesi).
Ti ho scioccato? Non ne avevo dubbi. Probabilmente hai la stessa espressione che avevo io quando ho sentito la notizia in radio. Forse, essere consapevoli ci permetterà di prendere decisioni più sagge. Ed è anche per questo che io ho deciso di creare un blog i cui contenuti sono realizzati direttamente da me.
L’articolo che stai leggendo l’ho scritto io. Ho cercato di ridurre al minimo il mio impatto sull’ambiente. Oltre, in questo momento non posso fare. Ma cercherò di migliorare e di scoprire altri metodi che mi permettano di continuare a lavorare al pc con il minor impatto possibile sull’ambiente. Ma arriviamo al cuore della questione.
Quanta acqua consuma ChatGpt
A svelare quanta acqua consuma ChatGpt è l’Università della California. Dalle indagini condotte è emerso che, se ognuno dei 100milioni di utenti iscritti a ChatGpt3 ponesse anche solo una domanda, il consumo sarebbe di circa 5 milioni di acqua. Immagina a quanto ammonterebbe il consumo se ogni utente scrivesse, cosa assai probabile, tra le 10 e le 20 domande.
Concludo con una riflessione: ogni nostro comportamento può aumentare o ridurre il rischio di siccità che stiamo già vivendo. Sarebbe forse il caso di tornare a vivere in modo più sostenibile? Potremmo usare ChatGpt in modo più intelligente. Prendi carta e penna, scrivi il tema che vuoi trattare, fatti delle domande, dai una risposta a ciò che sai e chiedi all’intelligenza artificiale solo ciò che realmente non sai.
Tu cosa ne pensi? Hai un’idea per ridurre il nostro impatto sull’ambiente? dimmelo nei commenti e facciamo squadra per avere un ambiente più in salute.
Altre informazioni sull’ai: SEO e intelligenza artificiale si perde il lavoro
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Avevo già letto qualcosa a riguardo e mi sorprese parecchio. Ad ogni modo la soluzione sarebbe potenzialmente semplice, il grande problema è far ragionare allo stesso modo, su questo argomento, circa 7 miliardi di persone…
Le soluzioni semplici sono anche le più difficili da applicare Gennaro! Grazie per aver condiviso la tua opinione
È sorprendente!
Avere un computer o la rete a portata di mano ti fa perdere la cognizione di “cosa ci sta dietro” nel senso che prevale la facilità d’uso e anche la “dipendenza “ che si crea con certi strumenti che si perde totalmente l’interesse di conoscere da dove arriva è come è fatto lo strumento. Grazie è molto interessante 🙂
Ciao Virna! Ti ringrazio per aver condiviso la tua opinione. Essere informati ci permette di prendere decisioni più sagge e – in questo caso – di far buon uso dell’intelligenza artificiale.
Un pò di tempo fa ho letto un articolo che suggeriva di eliminare app inutilizzate o superflue, di cancellare le e.mail che non servono e file obsolete. Tutte queste piccole azioni quotidiane riducono l’impatto negativo che la tecnologia ha sull’ambiente. 😉
ottimi consigli Paola 🙂 ognuno di noi può dare consigli e migliorare lo stile di vita degli altri. Grazie